

18. Il leninismo.

Da:  Stalin, Principii del leninismo, Servire il popolo, Roma,
1969.

Stalin (pseudonimo di Josif Vissarionovic Dziugasvili), elaborando
il pensiero di Lenin in modo semplicistico ma sostanzialmente
realistico, ne ricav un insieme di norme dottrinarie utili per
combattere ogni forma di eterodossia, rafforzare il ruolo del
partito e il proprio potere personale. Significativi sono i
seguenti passi in cui, dopo aver indicato come e perch il
proletariato deve esercitare la dittatura, Stalin sostiene che il
partito  lo strumento della dittatura del proletariato ed
afferma infine, citando Lenin, che il partito comunista potr
adempiere il suo dovere soltanto se sar organizzato nel modo pi
centralizzato, se vi regner una disciplina ferrea, confinante con
la disciplina militare.


La dittatura del proletariato. Di questo tema tratter tre
questioni fondamentali:
1) La dittatura del proletariato, strumento della rivoluzione
proletaria. La questione della dittatura proletaria  anzitutto la
questione del contenuto essenziale della rivoluzione proletaria.
La rivoluzione proletaria, il suo movimento, la sua estensione, le
sue conquiste, prendono carne ed ossa solo attraverso la dittatura
del proletariato. La dittatura del proletariato  lo strumento
della rivoluzione proletaria, il suo organo, il suo punto di
appoggio pi importante, creato allo scopo, in primo luogo, di
schiacciare la resistenza degli sfruttatori abbattuti e di
consolidare le conquiste della rivoluzione e, in secondo luogo, di
condurre a termine la rivoluzione proletaria, di condurre la
rivoluzione fino alla vittoria completa del socialismo. La
rivoluzione pu vincere la borghesia, abbatterne il potere, anche
senza la dittatura del proletariato, ma la rivoluzione non pu
schiacciare la resistenza borghese, salvaguardare la vittoria e
procedere oltre verso la vittoria definitiva del socialismo se a
un certo momento del suo sviluppo non crea un organo speciale: la
dittatura del proletariato, suo appoggio fondamentale.
2) La dittatura del proletariato, potere del proletariato sulla
borghesia. La dittatura del proletariato sorge non sulla base
dell'ordine borghese, bens nel corso della sua demolizione, dopo
il rovesciamento della borghesia, nel corso dell'espropriazione
dei proprietari fondiari e dei capitalisti, nel corso della
socializzazione dei mezzi e degli strumenti essenziali della
produzione, nel corso della rivoluzione proletaria violenta. La
dittatura del proletariato  un potere rivoluzionario che si
appoggia sulla violenza contro la borghesia.
Lo stato  una macchina nelle mani della classe dominante per lo
schiacciamento della resistenza dei suoi nemici di classe. Sotto
questo aspetto, la dittatura del proletariato non differisce per
nulla, in sostanza, dalla dittatura di qualsiasi altra classe,
poich lo stato proletario  una macchina per lo schiacciamento
della borghesia. C' pero una differenza sostanziale. Essa
consiste nel fatto che tutti gli stati di classe esistenti fino ad
oggi erano la dittatura di una minoranza sfruttatrice sulla
maggioranza sfruttata, mentre la dittatura del proletariato  la
dittatura della maggioranza sfruttata sulla minoranza
sfruttatrice.
In poche parole: la dittatura del proletariato  il potere del
proletariato sulla borghesia, potere che non  limitato dalla
legge, poggia sulla violenza e gode la simpatia e l'appoggio delle
masse lavoratrici e sfruttate (Stato e rivoluzione). [...].
3) Il potere dei soviet, forma statale della dittatura del
proletariato. La vittoria della dittatura del proletariato
significa lo schiacciamento della borghesia, la demolizione della
macchina statale borghese, la sostituzione alla democrazia
borghese della democrazia proletaria. Questo  chiaro. Ma quali
sono le organizzazioni per mezzo delle quali pu essere compiuta
questa opera immensa? Che le vecchie forme di organizzazione del
proletariato, sorte sulla base del parlamentarismo borghese, non
sono sufficienti per questo lavoro,  cosa fuori dubbio. Quali
sono dunque le nuove forme di organizzazione del proletariato,
capaci di adempiere la funzione di affossatori della macchina
statale borghese, capaci non solo di demolire questa macchina e
non solo di sostituire la democrazia borghese con la democrazia
proletaria, ma anche di costituire la base del potere statale
proletario?.
Questa nuova forma di organizzazione del proletariato sono i
soviet. In che cosa consiste la forza dei soviet rispetto alle
vecchie forme di organizzazione? Nel fatto che i soviet sono le
pi larghe organizzazioni di massa del proletariato, in quanto
essi e soltanto essi abbracciano tutti gli operai, senza
eccezione.
Il ruolo del partito. Il partito  necessario al proletariato per
conquistare e mantenere la dittatura. Il partito  lo strumento
della dittatura del proletariato. Da questo deriva che con la
scomparsa delle classi, con l'estinguersi della dittatura del
proletariato, deve estinguersi anche il partito. La conquista e il
mantenimento della dittatura del proletariato non sono possibili
senza un partito forte per la sua coesione e la sua disciplina di
ferro. Ma una disciplina ferrea nel partito non  concepibile
senza unit di volont, senza una completa e assoluta unit di
azione di tutti i membri del partito. Ci non significa,
naturalmente, che in questo modo si escluda la possibilit di una
lotta di opinione in seno al partito. Al contrario, la disciplina
ferrea non esclude, anzi presuppone, la critica e la lotta di
opinioni in seno al partito. A maggior ragione ci non significa
che la disciplina debba esser cieca. Al contrario, la disciplina
ferrea non esclude, anzi presuppone la coscienza e la volontariet
della sottomissione, perch solo una disciplina cosciente pu
essere effettivamente una disciplina ferrea. Ma, finita la lotta
di opinioni, esaurita la critica, presa una decisione, l'unit di
volont e l'unit di azione di tutti i membri del partito sono una
condizione indispensabile, senza la quale non sono concepibili n
un partito unito, n una disciplina ferrea nel partito.
Nell'epoca attuale di guerra civile acuta, dice Lenin, il
partito comunista potr adempiere il suo dovere soltanto se sar
organizzato nel modo pi centralizzato, se vi regner una
disciplina ferrea, confinante con la disciplina militare, e se il
centro del partito sar un organo autorevole di potere, fornito di
ampi poteri, che goda la fiducia generale dei membri del partito.
Cos va intesa la disciplina del partito nelle condizioni di lotta
anteriori alla conquista della dittatura.
Lo stesso si deve dire, ma in grado ancora maggiore, della
disciplina del partito dopo la conquista della dittatura.
Chi indebolisce, sia pur di poco, dice Lenin, la disciplina
ferrea del partito del proletariato (soprattutto durante la
dittatura del proletariato) aiuta in realt la borghesia contro il
proletariato.
Ne consegue che l'esistenza di frazioni non  compatibile n con
l'unit del partito, n con la sua disciplina ferrea. Non occorre
dimostrare che l'esistenza di frazioni porta all'esistenza di
parecchi centri, che l'esistenza di parecchi centri significa la
mancanza di un centro comune a tutto il partito, la rottura della
volont unica, il rilassamento e la disgregazione della
disciplina, l'indebolimento e la decomposizione della dittatura.
Certo, i partiti della secondo Internazionale, che lottano contro
la dittatura del proletariato e non vogliono condurre i proletari
al potere, possono permettersi un liberalismo come quello di dare
libert alle frazioni, perch essi non hanno affatto bisogno di
una disciplina ferrea. Ma i partiti dell'Internazionale Comunista,
che organizzano il loro lavoro in considerazione dei compiti della
conquista e del rafforzamento della dittatura del proletariato,
non possono accettare n liberalismo, n libert di frazioni. Il
partito  un'unit di volont che esclude ogni frazionismo, ogni
divisione di poteri nel partito.
